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Le proposte del Partito Democratico

category News Fuser 11 marzo 2009


E’ necessario un assegno mensile di disoccupazione pari al 60% dell’ultima retribuzione per tutti coloro che non godono di altri strumenti di sostegno al reddito e hanno perso il lavoro dal 1 settembre 2008 al 31 dicembre 2009.

I soldi, come il PD ha spiegato nella mozione presentata in Parlamento, si possono trovare con: lotta all’evasione, centrale unica per gli acquisti nella P.A., ricostituzione della Commissione sulla spending review per tagli di spesa pubblica selettivi e non lineari come previsto dalla manovra d’estate e “utilizzo immediato” degli 8 miliardi dell’accordo Governo-Regioni per la parte non impegnata per la Cassa integrazione.

Il governo non parla della crisi e ignora chi ne subisce le conseguenze: disoccupati, precari,famiglie che stentano, imprenditori e attività che chiudono.
Sono fino ad un milione i lavoratori che rischiano di passare da un reddito precario a zero euro, se non verranno rinnovati i loro contratti.
Ci dicono di non avere risorse, ma hanno sprecato miliardi per eliminare l’ICI ai più ricchi e scaricare i debiti Alitalia sui contribuenti italiani, oltre a cancellare le misure anti evasione.
L’Italia ha bisogno di strumenti eccezionali e urgenti che diano aiuto immediato alle famiglie.
L’assegno mensile per chi perde il lavoro è uno strumento di sostegno alle famiglie e di rilancio dei consumi. Utile non solo a chi lo riceve ma all’intera economia italiana.
Imprenditori e sindacati lo sostengono ma il governo continua a negarlo.

Le nostre proposte:
1. Assegno mensile di disoccupazione subito, per tutti i precari che hanno perso il lavoro
2. Blocco dei licenziamenti per precari di scuola, sanità e pubblica amministrazione
3. Cassa integrazione per tutti i lavoratori in caso di sospensione del lavoro
4. Riforma degli ammortizzatori sociali per la tutela di chi resta senza lavoro.

Sono proposte serie, concrete, realizzabili attraverso la battaglia all’evasione fiscale e i fondi previsti per la cassa integrazione e non ancora impegnati.

La striscia rossa dell’Unità di oggi

category News Fuser 13 febbraio 2009
Il caso Englaro ha messo in luce due caratteristiche dell’Italia di oggi: la perdurante influenza della Chiesa cattolica e l’insofferenza del primo ministro Silvio Berlusconi per lo Stato di diritto.
The Economist, 12 febbraio

Famiglia cristiana attacca il governo: leggi razziali

category News Fuser 10 febbraio 2009

Il settimanale cattolico attacca i provvedimenti del governo in materia di immigrazione considerandoli leggi razziali e provocando la querela del ministro Maroni.

famiglia-cristiana

Anche i cattolici si sono distinti per l’incoerenza morale tra i banchi del Parlamento. La dottrina della Chiesa non è un supermercato dove attingere quel che più aggrada.

Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane, è stato sdoganato nell’aula del Senato della Repubblica. E dire che Beppe Pisanu, ex ministro dell’Interno con la schiena dritta, aveva messo in guardia circa quella brama di menare le mani, già colpevole attorno ai tavoli del bar.

Nessuno ha colto il suo grido d’allarme e l’Italia precipita, unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali, con medici invitati a fare la spia e denunciare i clandestini (col rischio che qualcuno muoia per strada o diffonda epidemie), cittadini che si organizzano in associazioni paramilitari, al pari dei “Bravi” di don Rodrigo, registri per i barboni, prigionieri virtuali solo perché poveri estremi, permesso di soggiorno a punti e costosissimo.

La “cattiveria”, invocata dal ministro Maroni, è diventata politica di Governo, trasformata in legge. Così, questo Paese, già abbastanza “cattivo” con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall’accanimento persecutorio. Il ricatto della Lega, di cui sono succubi maggioranza e presidente del Consiglio, mette a rischio lo Stato di diritto. La fantasia del “cattivismo” padano fa strame dei diritti di uomini, donne e bambini venuti nel nostro Paese in fuga da fame, guerre, carestie, in attesa di un permesso di soggiorno (a margine: che credibilità ha il progetto di un’Italia federalista in mano alla Lega?).

Eppure, nessuna indignazione da parte dei cattolici della maggioranza, nessun sussulto di dignità in nome del Vangelo: peccano di omissione e continuano a ingoiare “rospi” padani senza battere ciglio, ignari della dottrina sociale della Chiesa. La sicurezza è solo un alibi per norme inutili e dannose, per scaricare il malessere del Paese sugli immigrati, capro espiatorio della crisi.

Il circo politico ha dato prova, nei giorni scorsi, di manifesta incoerenza morale. Una parte si batte, giustamente, per Eluana ma, al tempo stesso, approva agghiaccianti leggi discriminatorie. L’altra si batte per gli immigrati, ma promuove una cultura di morte. La tutela della vita e della dignità di ogni essere umano va assunta nella sua interezza, così come la dottrina sociale della Chiesa vale per la vita nascente, per quella che si spegne o si vuole spegnere, ma anche per gli immigrati, i barboni e tutti i poveracci ai margini della società.

L’ignobile “cattivismo” leghista ha fatto scattare la maggioranza sull’attenti e oggi il Paese adotta un diritto speciale (indegno di una democrazia) che discrimina tra cittadini (gli italiani) e non-cittadini (gli extracomunitari). La Chiesa non ci sta; gli Ordini dei medici protestano e fanno sapere che non faranno i delatori; la Polizia, delegittimata, non accetta il Far west delle ronde e della giustizia “fai da te”: «Quel provvedimento», dicono, «rischia di legittimare azioni incontrollabili di squadracce di esaltati».

La Lega, invece, esulta. Finalmente, il “bastone padano”, evocato da Borghezio nel 1999, oggi è strumento d’ordine autorizzato dal Parlamento. Allora in molti sorridevano e liquidavano i desideri dei “volontari verdi” come chiacchiere. Appunto, da osteria. Le cose, purtroppo, sono andate diversamente.

L’Italia più che di cattiveria ha bisogno di serietà e leggi giuste per affrontare la grave crisi economica, che è il vero problema delle famiglie. Altro che implementare il “fondo rimpatri” per stranieri! Presentando il “Fondo famiglia lavoro”, il cardinale Tettamanzi ha detto: «La solidarietà si realizza attraverso il rifiuto di qualsiasi discriminazione».

Lettera toccante di Dacia Maraini a Beppino Englaro

category News Fuser 10 febbraio 2009

Trovo opportuno pubblicare la commovente lettera della scrittrice Dacia Maraini al padre di Eluana Englaro. Forse più di tante polemiche e strumentalizzazioni che si stanno montando attorno alla vicenda, aiuta a comprendere i motivi e il rispetto per le scelte di un padre.

foto_dacia

Caro Englaro, fino a ieri mi chiedevo perché non mostrasse una foto, anche una sola foto di sua figlia come è oggi. Sono sicura che la gente capirebbe meglio. A costo di perdere in credibilità, lei evita di rendere pubblica un’immagine dolorosa e infelice di sua figlia. Lei avrebbe potuto mostrare quel corpo, e non l’ha fatto. Avrebbe potuto portare all’estero la figlia amata, e non l’ha fatto. Avrebbe potuto acconsentire alla pratica comune in tutti i nostri ospedali dove i parenti, in accordo con i medici, lasciano che i loro cari ormai perduti sino sepolti in pace, ma non l’ha fatto. E questo garantisce della sua buona fede. Eppure c’è chi in prepotenza vuole decidere per gli altri in base a principi astratti, ed è pronto a denigrarla e falsificare la realtà per affermare le proprie idee. Per questo lei oggi viene perseguitato e accusato della peggiore delle ignominie: quella di voler assassinare sua figlia. Chiunque a questo punto si sarebbe arreso, lei no. anzi Decide con più fermezza di agire secondo giustizia e secondo pietà. Di questo la ringrazio, perché la sua risolutezza costituisce un esempio di grande civiltà e coerenza. Mi auguro che dopo questo caso la scelta di una morte dignitosa sarà considerato un diritto e non un colpo del boia, qualcosa che le persone disperate possano desiderare per i loro cari, quando non c’è più niente da fare per riportarle al mondo.

Troppo bella per non diffonderla…il bello viene alla fine

category News Fuser 4 febbraio 2009

 Di Stefania Pipitone

 

23° Mercatino del Libro Usato

category News Fuser 26 giugno 2008

Il Mercatino cambia sede
Dopo tanti anni la storica manifestazione del Mercatino del Libro Scolastico Usato, gestita prima dalla Sinistra Giovanile ed oggi dai Giovani Democratici, ha deciso di spostarsi in Viale Assisi 99, a Villa Pigna di Folignano, nei pressi della Farmacia. Perché questo spostamento? Come sapete l’attività del Mercatino è organizzata sotto forma di volontariato e pertanto non dispone di risorse economiche che consentono di reperire, nel centro di Ascoli, un locale adatto al sempre più crescente numero di persone che da ormai 23 anni vendono o comperano i libri di testo usati.
Per cui, pur rendendoci conto che cambiare è sempre un rischio, abbiamo puntato a migliorare il servizio.
Avremmo a disposizione un locale più grande, al piano terra, che consentirà una migliore accessibilità per tutti gli utenti e con ampia possibilità di parcheggio, aspetto che in passato ha costituito un ostacolo.
Per ulteriormente venire incontro alla cittadinanza abbiamo deciso di mettere a disposizione di tutti coloro che vorranno informazioni il seguente numero di cell: 346/5745956.
La data di apertura è fissata per il 18 agosto mentre la chiusura è prevista per fine settembre.
Il Mercatino resterà aperto dal lunedì al sabato mattina, sarà invece chiuso il sabato pomeriggio e la domenica.
Il fenomeno del caro-libri che, oggi più che mai, tormenta le famiglie è sempre stato sentito dai Ragazzi del Mercatino, da anni impegnati in quest’opera di volontariato che permette a chiunque di acquistare o vendere i libri alla metà del prezzo di copertina.
Vi aspettiamo dunque alla 23a Edizione del Mercatino del Libro Scolastico Usato presso Villa Pigna di Folignano in Viale Assisi 99.