Cari giovani democratici,
sembrava ieri quando formammo il Comitato Promotore dei Giovani Democratici di Ascoli Piceno. Era il 1 Marzo del 2008 e il Partito Democratico si preparava per una difficile campagna elettorale. Lo facemmo anticipando di gran lunga quanto si sarebbe poi fatto nel resto d’Italia. Lo facemmo nella sede della federazione provinciale, in piazza Simonetti in non più di dieci ragazzi.
Cerco di andare più indietro. Sembrava l’altro ieri quando feci la tessera della Sinistra Giovanile. Era il 2004, una giornata di giugno, e poco più che sedicenne decisi di entrare nella sede elettorale della Sg a fianco Piazza del Popolo. A sottoscriverla fu un silenzioso Alessio Quartarone che qualche giorno dopo diventò Presidente della circoscrizione di Monticelli. Lì iniziò un impegno e un percorso ricco di emozioni e spirito ideale insieme a diversi compagni di viaggio e al segretario, Stefano Corradetti, che nonostante le ultime incomprensioni, ringrazio per avermi insegnato la passione necessaria per vivere la militanza giovanile.
Torno a ieri, a quando divenni Coordinatore dell’organizzazione giovanile nella fase transitoria. Alle innovazioni introdotte, alle scommesse vinte come quella del Mercatino, all’idea di allestire la sezione giovanile, alle occasioni perse e mancate, alle gioie e agli amori visti sbocciare sotto le bandiere democratiche. Alle amicizie strette e consolidate, a quelle purtroppo interrotte. Ai miei pregi e difetti, alla mia impulsività, ai miei limiti.
E’ passato poco più di un anno eppure abbiamo condiviso un lungo cammino insieme. Lo abbiamo fatto nonostante tutto tenendo unito il gruppo e vivendo la parte più bella ed entusiasmante della politica, la militanza vera e disinteressata. E siamo diventati anzitutto un gruppo di amici, molto più che semplici giovani del PD. Abbiamo allargato i nostri orizzonti, coinvolto ragazzi che mai si erano avvicinati prima, ritrovato inconsapevolmente nel frequentare la sezione quotidianamente quell’attivismo inconsueto che dagli anni 80’ in poi è andato scemando.
E pian piano ci siamo sentiti parte di qualcosa che andava al di là di noi stessi, di qualcosa più importante e grande di noi, che trapassava il tempo e la storia, che andava oltre gli uomini e le sue stagioni. Questo accade quando con la mente riesci ad andare oltre i confini della politica spicciola di casa nostra. E allora pian piano nei simboli e nelle bandiere riesci a intravedere il sangue dei lavoratori che lottarono per i propri diritti e per le proprie tutele, i tanti uomini e donne che si batterono per i propri ideali, il sacrificio dei partigiani che ci restituirono la libertà. E riecheggiano i suoni di quelle battaglie e di quelle conquiste che da ormai 150 anni hanno scritto la storia dell’uomo e la sua emancipazione. E allora comprendi ancor più il senso e la missione del tuo impegno politico e ti chiedi se ne sei all’altezza.
Oggi, ad un tratto, durante il congresso, ho ripensato al nostro percorso, alla situazione di sfasamento in cui ci trovavamo e al contesto attuale. Per un attimo ho dimenticato tutte le liti e le discussioni interne al partito, a tutte le amarezze che sul piano personale ho vissuto soprattutto nell’ultimo periodo, alle contingenze e ai problemi extra-politici, e improvvisamente mi è penetrato un brivido di emozioni che non immaginavo. Senza destare sospetti sono riuscito a trattenere e mascherare una commozione velata che io stesso mai mi sarei aspettato. Neanche al congresso regionale che mi ha eletto segretario, dove la soddisfazione e l’orgoglio personale non mancavano e dove gli attestati di stima e di affetto ne hanno costituito la cornice, ho percepito una sensazione così forte. Forse perché qui mi sentivo a casa, mi sentivo in famiglia.
Ho assistito a un congresso vero e partecipato, dove la qualità degli interventi e l’organizzazione superavano di gran lunga un ipotetico assise provinciale. Un congresso ricco di pathos. Ringrazio Alessandro e Francesco per le parole che mi hanno tributato nei loro interventi, augurando al neocoordinatore un buon lavoro che sicuramente saprà svolgere. Ho registrato in noi la maturità politica, la voglia di fare bene e di migliorarsi sempre più.
E questo non è altro che un semplice racconto di sentimenti ed emozioni. Perché si è prima di tutto uomini. E come tali capaci di crescere, gioire, piangere, scherzare, amare… E’ il racconto di chi ha dato anima e corpo per costruire passo dopo passo la nuova organizzazione giovanile. Di chi ha impegnato la maggior parte del suo tempo, facendo anche rinunce importanti, per il circolo giovanile e le sue attività.
E’ il racconto di chi ha avuto la fortuna di fare questo viaggio insieme a gente speciale come voi.
Matteo Terrani